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La grotta di Masaniello

Non molto distante dalla chiesa è collocata una suggestiva grotta, detta di Masaniello perché in essa si sarebbe rifugiato il pescatore di origine amalfitana. La sottostante abitazione abbandonata viene invece indicata come la dimora della famiglia materna di Masaniello, e per questo motivo è stata spesso ritratta dai viaggiatori stranieri del secolo scorso.

MASANIELLO
Tommaso Aniello de Fusco, detto Masaniello, figlio di Cicco oriundo di Minori e di Antonia Gargano di Atrani, nacque a Napoli verso il 1620.
Sin da ragazzo imparò il mestiere di pescatore e pescivendolo, che praticò da adulto nel porto della  città partenopea. Condotto in carcere perché accusato di vendere il pesce evadendo le tasse, conobbe alcuni detenuti politici, tra i quali il Genoino, che lo inziò al suo progetto di realizzare una rivoluzione nella capitale. Tornato in libertà, colse subito l’occasione per mettere a frutto gli insegnamenti del Genoino e le proprie capacità di trascinatore e capopopolo. Così egli guidò l’insurrezione antispagnola sfruttando il pretesto del rincaro dell’imposta della frutta. Conquistò in breve tempo il potere e fu nominato capitano generale del popolo napoletano. In pochi giorni liquidò il brigantaggio, che da anni il vicerè spagnolo non era riuscito a sconfiggere, ma si fece trarre in inganno accettando di scendere a patti con lui e ascoltando i suoi suggerimenti. Trascinato dalla febbre del potere, o forse drogato, commise diversi atti di pazzia, per cui cominciò ad essere osteggiato dal popolo.
Il 16 luglio del 1647, mentre si accingeva a partecipare alla festa della Madonna del Carmine nella chiesa di S. Maria dell’Arco, fu ammazzato da quattro sicari armati di archibugio inviati dal viceré. Il suo corpo fu abbandonato nell’immondizia mentre la testa venne trasportata trionfalmente per le strade della città. Ma il popolo insorse, chiedendo che al suo eroe Masaniello fossero riservati solenni funerali. Così la testa e il corpo furono ricomposti e portati in processione prima di essere tumulati.

    • La repubblica partenopea inaugurata da Masaniello resisté ancora fino all’anno seguente, quando dovette soccombere sotto gli inesorabili colpi delle truppe spagnole. Il berretto rosso, simbolo della sua rivolta, tornò nuovamente sulle teste dei sanculotti durante la Rivoluzione francese.

 

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